Consorzio Italiano Detox
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L’iniziativa Detox del distretto pratese – avviata poco più di un anno da Confindustria Toscana Nord – valica oggi i confini regionali attraverso la costituzione del Consorzio Italiano Implementazione Detox (CID). Obiettivo: promuovere un modello di produzione tessile sostenibile ed innovativo a livello nazionale ed internazionale. L’iniziativa verrà presentata oggi alle 12 nel corso di una conferenza stampa presso la biblioteca Lazzerini di Prato.
Tra gli obiettivi principali del CID, che conta già le adesioni di 23 aziende del distretto pratese e della tintoria Berto di Padova – che hanno già sottoscritto l’impegno Detox di Greenpeace – ci sono la promozione della ricerca, il supporto tecnico e operativo alle aziende associate affinché rispettino gli standard previsti dal protocollo Detox e la promozione di strumenti di conoscenza ed innovazione tecnologica dei processi produttivi.
«Quando la nostra iniziativa per un tessile competitivo e sostenibile ha mosso i primi passi qui a Prato non avremmo mai immaginato di riuscire a coinvolgere un gruppo così significativo di aziende disposte a cambiare completamente il loro approccio alla produzione tessile» racconta il presidente di Confindustria Toscana Nord Andrea Cavicchi «Oggi abbiamo scelto di portare questa sfida a livello nazionale consorziandoci perché crediamo che produrre un tessile di qualità che non sia una minaccia per l’ambiente sia un obiettivo da promuovere a livello nazionale».
Il Consorzio si avvarrà inoltre di un Comitato tecnico scientifico che conta sulla presenza indipendente e non onerosa di Greenpeace, che nel 2011 ha lanciato la sfida Detox all’industria tessile contro l’utilizzo di sostanze tossiche nella filiera produttiva e che oggi trova nel Consorzio un alleato in più per raggiungere l’ambizioso obiettivo di un’industria tessile “toxic-free” entro il 2020.
Nel corso della conferenza stampa si presenteranno i risultati di uno studio, condotto dal laboratorio di analisi BuzziLab e dal C.I.D., che prende in esame circa 1200 coloranti utilizzati comunemente nelle tintorie, da cui sono state estratte 228 materie coloranti diverse che rappresentano circa il 90% delle sostanze coloranti utilizzate a livello mondiale nelle filiere tessili. Lo studio si concentra su 4 degli 11 gruppi di sostanze tossiche bandite da Greenpeace: Ammine aromatiche, Alchifenoli Etossilati, Clorofenoli e Ftalati. I risultati dello studio, approfonditi durante la presentazione di oggi, evidenziano che il 70% delle materie coloranti esaminate risultano contaminate per presenza di sostanze chimiche pericolose, rilevate a concentrazioni superiori ai limiti previsti da Detox; mentre soltanto una percentuale “irrisoria” (0,8%), non risulterebbe conforme ai limiti auto-imposti dalle aziende e dai brand aderenti a ZDHC Foundation (Zero Discharge Hazardous Chemicals).
“La ricerca presentata oggi va a individuare le fonti di contaminazione nascoste nei coloranti e consente di poter scegliere prodotti conformi allo standard Detox. Un ottimo lavoro che dimostra la serietà dell’impegno preso dalle aziende pratesi.” commenta Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace Italia.
A seguito della conferenza stampa si svolgerà, presso il Museo del Tessuto di Prato, la tavola rotonda: “Come la filiera del sistema moda italiano sta affrontando la sfida della sostenibilità” con la partecipazione di Andrea Crespi (Sistema Moda Italia), Renato Lambiente (Miroglio Fashion srl) ed Alberto Gallina (Benetton Group).
Vuoi saperne di più sulle attività del CID o iniziare il percorso di trasformazione della tua produzione tessile verso la sostenibilità?

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